Cinque Terre: due giorni da favola

A Gennaio, di ritorno dal nostro viaggio in Finlandia, abbiamo passato serate tra vino e birrette programmando le nostre classiche due settimane di vacanza a Settembre. Per il 2020, la meta stabilita era il Centro America. Ci sognavamo sdraiati su una spiaggia a Panama, sorseggiando Rhum tra un tuffo e l’altro. Invece siamo finiti alle Cinque Terre, beh, poteva andare peggio!

Venerdì (Viaggio, Corniglia e Vernazza)

A Gennaio, di ritorno dal nostro viaggio in Finlandia, abbiamo passato serate tra vino e birrette programmando le nostre classiche due settimane di vacanza a Settembre. Per il 2020, la meta stabilita era il Centro America. Ci sognavamo sdraiati su una spiaggia a Panama, sorseggiando Rhum tra un tuffo e l’altro.
Ovviamente, come qualche altro milione di persone, abbiamo dovuto inventarci qualcosa d’altro a causa del coronavirus. Siamo molto fortunati però, stiamo bene, e soprattutto il nostro piano B era niente meno che una gita nelle Cinque Terre – poteva andarci peggio!
Sette e 30 di mattina, siamo partiti da Songavazzo, direzione Corniglia. Avevamo prenotato una stanza su Booking.com già da Leeds, non ne erano rimaste molte a dire il vero e ci siamo accontentati.
Classica sosta in autogrill dove abbiamo comprato, tra le altre cose, un Ritter Sport allo yoghurt, miele e cocco. Cioccolato discutibile, ma ha scatenato una riflessione sull’esistenza del Ritter Sport al di fuori degli autogrill e se potesse essere sponsorizzato come il cioccolato da strada per eccellenza.
Comunque, ore 12 si arriva a Corniglia. La strada per arrivare in paese è lunga e tortuosa, con il senno di poi avremmo parcheggiato a La Spezia e poi preso il treno (velocissimo).  Ci sono una decina di parcheggi liberi, una marea di parcheggi riservati ai residenti ed altri sulla strada a pagamento (2€ all’ora o 10€ tutta la giornata). Visto che non siamo nel 2020, si può pagare solo usando la moneta.
 
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Arrivati in camera, ci siamo buttati nella doccia e poi abbiamo passeggiato per il centro di Corniglia, cercando di comprare più cose possibili così da avere il resto per pagare il parcheggio. Abbiamo aspettato le quattro per aggiungere altre monete (assurdo, sì), cenato con pizza al pesto, insalata con frutti di mare e poi siamo partiti per andare a Vernazza.
Non consiglierei a nessuno di imbarcarsi nell’impresa con 31 gradi all’ombra, però ne vale davvero la pena. La vista dalla cima è spettacolare, e nonostante il sentiero faccia parte della tratta inclusa nel “Cinque Terre Express”, se decidete di camminare dopo le 17 è gratis da percorrere.
Vernazza è un gioiellino, le lenzuola appese alle finestre, teloni che passano da un terrazzo all’altro, pesce e limoni da tutte le parti. Sembra di fare un salto indietro nel tempo (in un periodo in cui non eravamo neanche nati, quindi diciamo così basandoci soltanto su esperienze cinematografiche).
Da buoni sprovveduti, non abbiamo prenotato nessun ristorante, ma camminando per la città ci siamo imbattuti in un posticino chiamato Cinque Sensi. Si tratta di un’enoteca dove si possono gustare cibi e vini tipici liguri e si può anche partecipare a diverse classi, sia di degustazione che creazione di pesto.
Guardando la finale di Europa League sul cellulare, siamo tornati alla stazione e preso un treno verso Corniglia (4€ a testa per la corsa singola).
Siamo andati a letto sconfitti dal Siviglia e con l’aria condizionata sui 18 gradi.
 

Sabato (Manarola, Monterosso e Riomaggiore)

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La mattina ci siamo svegliati presto per prendere il treno da Corniglia a Manarola. Abbiamo prenotato l’esperienza ligure per eccellenza: la pesto class da Nessun Dorma! Un posto davvero incredibile, vista mozzafiato e abbiamo mangiato da dieci. I ragazzi dello staff sono gentilissimi, la loro storia è emozionante e meritano davvero tutto il successo che stanno avendo.  Di fronte a noi stava un’altra coppia internazionale che ha reso l’esperienza ancora più interessante. Non potete farvela mancare!
Dopo il pranzo al Nessun Dorma, volevamo farci una passeggiata ed un bel bagno. Siamo andati a Monterosso con il treno, ma purtroppo tutte le spiagge erano sold out e quindi abbiamo preso il treno di ritorno senza neanche pensarci.
Purtroppo, però siamo saliti su un treno che non faceva nessuna fermata e siamo arrivati direttamente a La Spezia! Morale della favola, controllate sempre che il treno sia delle Cinque Terre Express!
 
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Di ritorno, ci siamo fermati a Manarola per farci un bagno esattamente dove eravamo prima (insomma abbiamo sprecato due ore sul treno, capita a tutti…..). La coda per andare sul traghetto era infinita e quindi uno di noi doveva stare sempre fuori dall’acqua a controllare zaino etc, non era il posto migliore, ma ne è valsa la pena per una rinfrescata!
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Classica scalinata ammazza fiato di ritorno per Corniglia (si suda davvero troppo!) e poi cena a Riomaggiore con tramonto da favola.  Ci siamo mangiati un po’ di tutto, un risotto (caldissimo!! con 30 gradi!! che idea!!), un fritto misto di pesce, patatine, gelato… il giro vita non ha dimenticato niente.
Siamo riusciti a visitare tutti e cinque i paeselli nel giro di due giorni ed è stata proprio una vacanzina rilassante.
Arrivare con la macchina era stato parecchio difficoltoso, quindi invece di rimanere imbottigliati nel traffico di ritorno della Domenica, siamo partiti molto presto e ci siamo fermati in un altro villaggio sull’Appennino: Bagnone.
 

Domenica (Bagnone e rientro)

Perché abbiamo scelto Bagnone? Chi lo sa! La Domenica mattina abbiamo deciso di partire attorno alle 7:30 di mattina, così da evitare di trovarsi incastrati con la nostra amata Lancia Y in una delle viuzze che portano a Corniglia.  Stavamo cercando un posto che non ci facesse andare troppo fuori strada, zoommando su Google abbiamo visto Bagnone e l’abbiamo presa a caso. Ne siamo stati molto grati, perché è davvero un paesino incredibile! Pieno di storia, ciottolati, persone amorevoli e scorci da invidiare. Abbiamo parcheggiato in centro e poi ci siamo incamminati verso un posto dove fare colazione. Ci siamo fermati in pasticceria ed abbiamo incontrato niente meno che Buffon! Abbiamo poi scoperto che lui e Ilaria D’Amico hanno una casa lì – da interisti non abbiamo chiesto neanche una foto, ma è un aneddoto in più da raccontare.
Camminando per questo villaggio sembra di essere entrati in una macchina del tempo, tutti si conoscono e si salutano per nome. Siamo andati all’Alimentari da Letizia dove la proprietaria ci ha raccontato la storia del paese e ci ha dato dei prodotti tipici e un pranzo al sacco da mangiare una volta arrivati in cima al castello.  Tutto delizioso e panorama magnifico, cosa si può chiedere di più? Ci siamo ributtati in autostrada verso la cara vecchia casa!
 
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Insomma, ci torniamo?

Senza dubbio! Ci piacerebbe visitare le Cinque Terre in un periodo meno “in”, per evitare le folle che abbiamo incontrato questa volta – e magari spendere un po’ meno? Per quel che riguarda Bagnone, torneremo di sicuro e per un periodo più lungo! Ci siete mai stati? Ha colpito anche voi?